Certificazione energetica

Una “fotografia” energetica

La certificazione energetica è lo strumento che permette di ottenere i primi dati relativi ai consumi energetici di un edificio. Impostata dalla normativa Europea, ci consente di ricavare un quadro della “consistenza energetica” del patrimonio edilizio esistente a livello nazionale.

L’attività di certificazione energetica si conclude con l’emissione da parte del tecnico abilitato del cosiddetto ACE (Attestato di Certificazione Energetica), che segnala i consumi e la classe energetica del fabbricato. La certificazione energetica è obbligatoria per edifici dotati di impianti di riscaldamento in questi casi:

La classe energetica è l’indicatore dello stato di salute di un edificio dal punto di vista energetico, e la  maggior parte delle strutture esistenti sono in classi molte basse (F o G), poiché affette da “patologie” riconducibili a soluzioni costruttive e impiantistiche inadeguate o addirittura contrarie ai criteri del risparmio energetico.

Sono perciò “energivore”, ossia  dall’elevato fabbisogno di energia e, per conseguenza, dagli elevati costi di gestione.

Interventi migliorativi

In base ai rilievi svolti e ai dati raccolti, l’ACE fornisce una prima e utilissima “radiografia” energetica dell’immobile, oltre a indicazioni preliminari sugli interventi migliorativi consigiliati per quanto riguarda l’involucro, gli impianti e le FER (Fonti Energetiche Rinnovabili).

La EPDB (Energy Performance of Buildings Directive) 2010/31/EU chiarisce, rafforza e amplia quanto previsto nella Direttiva 2002/91/EC: riconosce che la certificazione energetica è il primo passo verso la sostenibilità negli edifici, in quanto fornisce un importante strumento di valutazione della loro efficienze energetica. Riconosce inoltre che la simulazione degli interventi migliorativi è fondamentale per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

Archificio
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